L’ippoterapia del San Raffaele fa scuola

L’ippoterapia del San Raffaele fa scuola

L’ippoterapia del San Raffaele fa scuola. Osservare come l’inclusione, le buone pratiche e lo sport possono portare ad una differente visione delle disabilità. Lo hanno fatto gli studenti Erasmus dell’Istituto tecnico economico “Paolo Savi” di Viterbo.

Studenti europei impegnati in un progetto sull’inclusione in visita al centro di riabilitazione

Per le classi inserite nel progetto europeo “Alterity, Resilience, Involvement and Inclusion”, che vede lo scambio culturale con altri istituti europei e nel quale sono coinvolti anche studenti con disabilità, si sono aperte ieri pomeriggio le porte del Centro di riabilitazione equestre del San Raffaele, struttura che da anni lavora proprio su alcuni punti fondamentali del progetto scolastico: implementare e suggerire modalità differenti di inclusione creando una visione più aperta rispetto alle capacità di chi è nato con una disabilità.

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Guidorzi: “L’intento è quello di creare il miglior percorso terapeutico possibile”

Accompagnati dai docenti coordinatori, gli studenti hanno potuto accostarsi ai metodi, agli approcci e ai luoghi del centro di riabilitazione, a cominciare dalle stalle. Hanno visto da vicino come i cavalli vengano curati e come questo lavoro venga svolto utilizzando le armi della condivisione e della fiducia reciproca tra operatori e pazienti.
“L’intento è quello di creare il miglior percorso terapeutico possibile per i nostri pazienti – spiega il direttore sanitario del San Raffaele, Piergiorgio Guidorzi -. Questa per noi è solo una delle attività, perché non tutti sono adatti a seguire lo stesso tipo di percorso. Siamo stati molto felici di aprire le porte a questi studenti e di mostrare loro la struttura e il lavoro che svolgiamo – ha proseguito Guidorzi -. E siamo pronti ad aprire ancora le nostre porte per progetti di questo tipo”.

Tommaso Zei

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