Prestazioni sanitarie a pagamento, è possibile richiedere il rimborso

Prestazioni sanitarie a pagamento, è possibile richiedere il rimborso

Liste d’attesa per prestazioni sanitarie decisamente ridotte, nell’ultimo anno, “grazie – dice il capogruppo di FdI in Regione, Daniele Sabatini – alla lungimirante politica del presidente Rocca, della giunta regionale e della maggioranza di centrodestra. I tempi di attesa per una risonanza magnetica sono stati ridotti del 30% a dimostrazione di come le soluzioni attuate in questi mesi siano state efficaci. Si tratta ovviamente – conclude Sabatini – di un primo risultato che però dimostra la validità dei provvedimenti messi in campo”.

Confconsumatori aprirà due sportelli, uno a Viterbo e uno a Civita Castellana

Intanto, a partire dal mese di aprile la Confconsumatori Viterbo aprirà due sportelli, uno nel capoluogo e uno a Civita Castellana, per assistere proprio gli utenti alle prese con il problema delle lunghe attese per le visite specialistiche.

Il servizio aiuterà i cittadini ad avvalersi di un diritto previsto dalla legge ma di cui pochissimi sono a conoscenza

In particolare, il servizio aiuterà i cittadini ad avvalersi di un diritto previsto dalla legge ma di cui pochissimi sono a conoscenza: quello a svolgere gli esami in intramoenia o in strutture private pagando solo il ticket nei casi in cui la prestazione non venga erogata dalla Asl entro determinati limiti di tempo. Si tratta di un’opportunità non da poco. Che il presidente della Confconsumatori, Antonio Nobili, invita i viterbesi a cogliere. “Intendiamo offrire ai nostri associati un servizio di assistenza e di consulenza per evitare esborsi di denaro”.

È possibile richiedere il rimborso

La legge parla chiaro: il paziente non deve attendere più di 30 giorni per le visite medico-specialistiche, e 60 per gli accertamenti diagnostici (esempio tac, risonanza magnetica, ecografie, raggi ecc.).
Nel momento in cui il paziente effettua la prenotazione gli deve essere comunicata: la data della visita o della prestazione medica richiesta e il tempo massimo di attesa per quella prestazione. Se l’azienda sanitaria non comunica alcuna data vuol dire che la lista d’attesa è bloccata e che i tempi per la visita andranno oltre i massimi stabiliti.
In questo caso il cittadino può chiedere di svolgere la prestazione in intramoenia oppure in ambulatori privati pagando solo il ticket, con il resto a carico della Asl di appartenenza.
Massimiliano Conti

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