Sansa di oliva per decontaminare le acque avvelenate dall’arsenico

Sansa di oliva per decontaminare le acque avvelenate dall’arsenico

Si chiama Life Bioas e potrebbe decontaminare le acque viterbesi avvelenate dall’arsenico. Il progetto – che sarà presentato domani nella sala congressi dell’Aldero Hotel alla presenza di diversi sindaci della Tuscia, a cominciare da quello di Nepi (comune dove la sperimentazione è già stata avviata da parte di Talete) – prevede l’utilizzo di un innovativo bioadsorbente prodotto attraverso la carbonizzazione idrotermale della sansa d’oliva (un sottoprodotto dell’industria di produzione dell’olio d’oliva) e, contemporaneamente, la purificazione dell’acqua potabile da arsenico, in linea con la direttiva dell’Ue.

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Sansa di oliva per decontaminare le acque avvelenate dall’arsenico

A mettere a punto questo nuovo sistema sperimentale di darsenificazione delle acque sono state le aziende italiane Eco Recycling srl, Technosind srl, Alfo Energia srl e il centro di ricerca interuniversitario High Tech Recycling (Htr), insieme all’Universidade de Évora in Portogallo e alla stessa società Talete.

“Abbiamo condiviso con entusiasmo gli obiettivi del progetto Life Bioas – dichiara l’amministratore unico di Talete spa Salvatore Genova – perfettamente in linea con la missione aziendale di attivare sinergie con gli enti di ricerca e universitari e, allo stesso tempo, individuare tutte le strade per fornire un servizio idrico rispettoso delle norme di riferimento”.

“La contaminazione avviene su ampie aree geografiche e rappresenta un problema ambientale a causa delle plausibili ripercussioni sulla salute umana – si legge in una nota della società di via Romiti -. Questa situazione ha portato le istituzioni pubbliche a imporre severi limiti alla concentrazione di arsenico nell’acqua potabile”.

Massimiliano Conti

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