Scorie, più forte il fronte del no

Scorie, più forte il fronte del no

Ora i comitati e i sindaci hanno una freccia in più al proprio arco.

La decisione della Regione rafforza la battaglia degli ambientalisti e dei comuni

La decisione della Regione di costituirsi parte civile davanti al Tar del Lazio contro l’individuazione dei siti ritenuti idonei ad ospitare il deposito nazionale delle scorie radioattive – di fatto contro la “carta” redatta da Sogin in un cui sono inserite 21 aree della provincia di Viterbo – rafforza la battaglia che gli ambientalisti e i comuni della Tuscia stanno portando avanti da mesi.

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Ciambella: “È una decisione importante”

Per la responsabile organizzativa della Lista Rocca in provincia di Viterbo, Luisa Ciambella, quella presa dalla giunta regionale “è una decisione importante e fondamentale per la tutela dell’ambiente e la salvaguardia del territorio della Tuscia”.

Rocca chiede l’annullamento della Carta nazionale delle aree idonee

Il presidente Rocca chiede di fatto l’annullamento della Carta nazionale delle aree idonee (Cnai) pubblicata dal ministero dell’Ambiente il 13 dicembre 2023, che individua nella provincia di Viterbo uno dei luoghi atti ad ospitare siti di scorie nucleari, con ben 21 siti idonei su un totale di 51.

Ciambella: “La posizione assunta dal presidente Rocca rappresenta un atto di responsabilità verso le comunità del Lazio”

“Si tratta della prima volta, dall’approvazione della Carta nazionale elaborata su mappe geologiche non aggiornate, che la Regione Lazio interviene impugnando la documentazione dinanzi al Tribunale amministrativo – dichiara Ciambella -. La posizione assunta dal presidente Rocca rappresenta un atto di responsabilità verso le comunità del Lazio e in particolar modo quelle del Viterbese che, anche in questo caso, avrebbero pagato il prezzo più alto considerando che il numero maggiore di siti individuati ricade proprio nella Tuscia”.

 

M.C.

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