Alla luce scarabeo in corniola rossa

Alla luce scarabeo in corniola rossa

Una gigantesca tomba in pietra a forma di cubo del periodo etrusco, costruita intorno al V secolo a.C., è stata portata alla luce nella necropoli rupestre di San Giuliano, che contiene circa 500 tombe datate dal VII al III secolo a.C., all’interno del parco regionale di Marturanum, vicino al comune di Barbarano Romano.

Alla luce scarabeo in corniola rossa

Ma le sorprese non sono finite. E’ di pochi giorni fa, infatti, la notizia di un altro ritrovamento. Si tratta di un prezioso scarabeo in corniola rossa raffigurante un guerriero con lancia a cavallo databile al IV sec. a.C. Il manufatto è emerso, come spiega la Soprintendenza, “in una delle camere depredate in passato”.
Il ritrovamento è arrivato al termine delle operazioni di ripulitura e scavo delle camere della Tomba della Salamandra, messa in luce durante i lavori di restauro e consolidamento diretti dalla Soprintendenza nell’ambito della programmazione triennale nell’area della Tomba della Regina. Il prezioso monile si va ad aggiungere alla sensazionale scoperta precedente: quella, appunto, della gigantesca tomba in pietra a forma di cubo.

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La scoperta

La necropoli è raggiungibile solo attraversando burroni e un bosco incolto. La notizia della scoperta è riportata dal sito Artnet che cita come fonte la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio dell’Etruria Meridionale. L’impresa Gentili Restauri, in collaborazione con le autorità locali, ha condotto l’operazione con cui è stata scoperta la nuova tomba. E’ venuta alla luce dopo alcune operazioni di pulizia e di rimozione della vegetazione. In precedenza la nuova tomba, ben conservata, era visibile solo in parte.

Gli scavi

La tomba è definita a semicubo, con un lato aperto e tre lati scavati in una parete di roccia. Si trova proprio accanto alla monumentale Tomba della Regina: un maestoso semi-dado scavato nel tufo largo 14 metri e alto 10, risalente al V secolo a.C., con scale laterali che conducono al terrazzo superiore e due porte doriche semifinte che introducono in due camere funerarie gemelle con banchine e loculi. L’azione di ripulitura e alcuni interventi di rimozione della vegetazione avvenute sotto la guida di un agronomo per mettere in evidenza il semi-dado, è stata l’occasione per scoprire nella sua interezza l’imponente tomba a semi-dado, solo parzialmente visibile prima dell’intervento.

Un’altra tomba

Gli scavi effettuati per liberare la facciata, infatti, hanno messo in luce una ulteriore tomba a tre camere sormontata da tre porte semifinte, successiva a quella della Regina, perfettamente conservata nella parte architettonica. Questa operazione si sta rivelando fondamentale per mettere in luce una parte di necropoli prima poco evidente e che aumenterà la conoscenza delle varietà di tombe di V e IV secolo a.C. nonché dell’impianto urbanistico di quella che si presenta come una vera e propria città scavata su più livelli.

B.M.

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