Contenimento dei cinghiali, i cacciatori sparano nella riserva di Monte Rufeno

Contenimento dei cinghiali, i cacciatori sparano nella riserva di Monte Rufeno

Contenimento dei cinghiali, i cacciatori sparano nella riserva di Monte Rufeno. A parte uno dei libri di Guareschi, in cui i protagonisti Peppone e don Camillo, con il favore delle tenebre e armati di fucili si scontrarono nella riserva di caccia di un barone perché avevano voglia di arrostire una lepre, non si ha notizia di doppiette a caccia di cinghiali in una riserva. Succederà oggi, per la prima volta nella Tuscia, nella riserva naturale di Monte Rufeno.

Contenimento dei cinghiali

Lo prevede l’ordinanza comunale numero 17 del 6 febbraio scorso, con la quale si vieta, dalle 7 alle 19, ad auto e pedoni, l’accesso nelle quattro aree individuate per l’abbattimento selettivo del cinghiale nella forma di “girata”. Termine tecnico che obbliga i cacciatori a restarsene fermi nel posto individuato in attesa che i cani, adeguatamente formati, inducano i cinghiali ad andare incontro ai fucili.

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Terrosi: “Lo prevede una disposizione regionale finalizzata al contenimento dei cinghiali e alla prevenzione della peste suina”

Si tratta di una decisione maturata a livello regionale nel corso di una serie di incontri con i responsabili delle aree protette. “Siamo i primi – ammette la sindaca Alessandra Terrosi – ma altri seguiranno. Lo prevede una disposizione regionale finalizzata non solo al contenimento dei cinghiali, ma soprattutto alla prevenzione della peste suina. Certo, non risolveremo il problema, speriamo però di non doverci fare i conti, lo sapremo solo dopo le analisi successive agli abbattimenti”.

I capi da abbattere sono circa 70

Per quanto concerne Monte Rufeno, i capi da abbattere sono circa 70. Dunque è tutto in regola, e soprattutto dettato dall’emergenza, anche agricola. Salvo che, come spiega Giampiero Tirone, appassionato di trekking e per questo profondo conoscitore della riserva di Monte Rufeno, “l’area, al 98% pubblica, ospita il 99% di boschi, non è abitata ed è attraversata da una sola strada. Non ci sono, neppure all’esterno, zone agricole, per cui non si capisce il motivo di questo via libera all’ingresso dei cacciatori”.

Beatrice Masci

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