Duemila persone in marcia contro il nucleare

Duemila persone in marcia contro il nucleare

Duemila persone in marcia contro il nucleare. L’intervento dal punto di vista simbolico più eloquente senz’altro quello del vescovo della diocesi di Civita Castellana, Marco Salvi, che, rivolgendosi a una platea di oltre duemila persone, ha detto di pregare affinché lo Stato trovi una soluzione diversa.

Presenti i sindaci di 60 comuni

Corchiano: sono le 13 di ieri quando a pian Sant’Angelo, cuore dell’oasi del Wwf elevata dalla Regione a monumento naturale, giunge al culmine il raduno dei manifestanti contro il progetto del deposito delle scorie nucleari. C’è un condensato di tutta la provincia di Viterbo, da Nord a Sud. I sindaci dei 60 comuni, i rappresentanti dei comitati ambientalisti in prima linea da ormai oltre tre anni e tanti rappresentanti del mondo politico, da destra a sinistra: tra loro i consiglieri regionali Daniele Sabatini e Enrico Panunzi, e il presidente della Provincia, Alessandro Romoli. E poi tanta gente comune, famiglie e ragazzi, molti provenienti dai paesi circostanti: Vignanello, Vallerano, Gallese, Civita Castellana.

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Sabatini: “Le istituzioni regionali sono dalla nostra parte”

Ha sposato la battaglia, ha detto Sabatini, anche il presidente della Regione, Francesco Rocca, di cui ha portato i saluti: “Le istituzioni regionali – parole del capogruppo di FdI – sono convintamente dalla nostra parte”. Ancora di Sabatini il compito di veicolare un messaggio del deputato Mauro Rotelli, “che sta lavorando a un disegno per favorire la presa in carico del deposito da parte di quei territori che volontariamente volessero ospitarlo”, così come “si sta valutando la possibilità di utilizzare qualche sito militare”.

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