Frontini sogna una città senza barriere

Frontini sogna una città senza barriere

Viterbo diventerà una città a misura di disabile con il Peba, il piano di eliminazione delle barriere architettoniche adottato già nel 2008 con una deliberazione del consiglio comunale, la n. 64 del 30 giugno, e ora ripreso in mano dall’assessore all’urbanistica, Emanuele Aronne, per gli opportuni adeguamenti sia in merito alle “esigenze della comunità” sia per essere integrato con gli interventi in corso di realizzazione, quali Pnrr, Vetus Urbs e Pinqua solo per citarne alcuni, con cui si sta attuando una riqualificazione urbanistica senza precedenti.

Frontini sogna una città senza barriere

La giunta Frontini ha infatti approvato le linee di indirizzo in ordine all’aggiornamento e predisposizione del nuovo Peba, con l’obiettivo di evidenziare tutte quelle barriere che “limitano o impediscono la libera e completa fruizione degli spazi e degli ambienti”. La delibera spiega che le “barriere architettoniche e localizzative sono tutti quegli elementi che impediscono o limitano la percezione, la riconoscibilità, l’orientamento, la comunicazione e l’accessibilità degli spazi e degli ambienti in modo sicuro ed autonomo da parte dell’utenza, qualunque sia la condizione fisica della stessa”.

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L’amministrazione rispolvera il “vecchio” Peba

Ostacoli inaccettabili in un modello di città inclusiva, soprattutto in quelle “strutture pubbliche dislocate sul territorio”, che “producono o forniscono servizi utili al soddisfacimento delle necessità della popolazione, per le quali si deve garantire la completa accessibilità al fine del miglioramento della qualità della vita di tutti gli utenti”. Il Peba è destinato ad acquisire una grande rilevanza anche alla luce dell’idea, più volte manifestata da diverse amministrazioni, di riportare i residenti al centro, ma anche gli uffici pubblici, con l’utilizzo di sedi storiche ma “datate”, che dovranno necessariamente essere adeguate per garantire una fruizione totale a ogni tipo di utenza, anche a quella con disabilità. A questa va garantito “il pieno esercizio dei suoi diritti civili e sociali, compresi il diritto alla vita indipendente e alla piena inclusione sociale”.

Tiziana Mancinelli

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