Il Comune intende promuovere una colonia felina nel carcere

Il Comune intende promuovere una colonia felina nel carcere

Un evento al mese sugli animali. Il Comune ha in mente di coltivare il tema parlando di uccelli, cani, gatti con “tante cose che bollono in pentola”, come ha annunciato l’assessora competente Elena Angiani parlando alla presentazione del libro “Cani ai margini”, curato da Davie Majocchi e Luciana Licitra. Il primo è presidente dell’associazione Pensiero meticcio, che gestisce il canile di Gallarate, e attivista per la liberazione animale; la seconda fa parte della casa editrice Prospero e ha a sua volta esperienza di lavoro in canile.

Il Comune intende promuovere una colonia felina nel carcere

Una delle idee che l’amministrazione ha intenzione di mettere in campo consiste in una colonia felina nel carcere Mammagialla, dove ci sono già alcuni gatti: Angiani ne ha parlato con la direttrice Anna Maria Dello Preite, la quale – ha riferito l’assessora – “è entusiasta dell’idea”. Nulla esclude che, qualora il progetto prenda corpo, gli attuali detenuti possano, una volta scontata la pena, adottare un gatto cui si sono affezionati. “Gli animali – ha continuato Angiani – se non sono ben gestiti possono creare drammi com’è successo a Manziana”.

Corsa dei proprietari di rottweiler alla loro cessione

In seguito a quell’episodio, come si è poi detto nel corso della presentazione, c’è la corsa dei proprietari di Rottweiler alla loro cessione. D’altro canto, ha aggiunto l’esponente della giunta Frontini, “le violenze sugli animali denotano una mancanza di cultura e di empatia”, qualità più o meno inerenti ai singoli individui.

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Un’affermazione subito contestata da Majocchi, il quale ha proposto una visione ben diversa: “Mi pongo su un piano politico antagonista, la mia idea è che ci sia una struttura sociale, quella capitalista, che reprime l’empatia. Esiste un sistema che individua gli animali come esseri inferiori ed esiste lo sfruttamento sociale dei cani”.

Inoltre, “quando si dice che gli animali sono inconsapevoli li si astrae dal contesto sociale mentre esiste una barriera di specie, basata sul postulato che esista un mondo che possiamo plasmare a piacimento nel quale i cani svolgono la funzione della compagnia, il che li espone a una serie di comportamenti reiterati e organizzati”. In breve, “la loro emarginazione nasce dalla struttura sociale”.

Andrea Tognotti

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