La zona rossa sorvegliata speciale

La zona rossa sorvegliata speciale

La zona rossa sorvegliata speciale. Ordigno bellico in via Alcide de Gasperi: si evacua il 7 maggio per consentire il disinnesco agli artificieri dell’esercito.

Martinengo: ” Se tutto procederà senza intoppi, credo che la popolazione possa rientrare a casa nel tardo pomeriggio”

“Non è facile stabilire quanto durerà” – spiega il referente della fase organizzativa del Comune, il consigliere comunale, Giancarlo Martinengo, che ipotizza una durata minima di quattro, cinque ore. “Dipende da come si svolgeranno le cose. Se tutto procederà senza intoppi, credo che la popolazione possa rientrare a casa nel tardo pomeriggio”, dice. La bonifica dovrebbe iniziare entro le nove del mattino, e per quell’ora la zona rossa dovrà essere completamente libera dalle persone.

La zona rossa sorvegliata speciale

Al riguardo il Comune di Viterbo diffonderà via web e su carta stampata un questionario che dovrà essere compilato dalle persone che realmente hanno necessità di essere assistite. “Essendo l’area vasta e demograficamente complessa – continua Martinengo – se ci saranno più persone da assistere rispetto a quelle che ne hanno un’effettiva necessità, si rischia uno stress che potrebbe impedirci di occuparci di aspetti altrettanto importanti. Il 3 e il 4 aprile allestiremo dei gazebo dove i volontari della Protezione civile raccoglieranno i questionari in modo da avere una settimana per elaborare i dati, inserirli in un data base e capire quante e che tipologia di persone necessitano di assistenza”.

Le preoccupazioni dei cittadini

L’altro aspetto che preoccupa la cittadinanza riguarda la sicurezza delle proprie abitazioni in una porzione di città praticamente deserta e dunque facile preda di ladri e vandali: “La prefettura e le forze dell’ordine stanno lavorando su questo, predisponendo attività di mitigazione e di sorveglianza”, conclude Martinengo. Intanto una nota congiunta di Comune e prefettura spiega i motivi della scelta di un giorno infrasettimanale, piuttosto che una domenica, in cui effettuare l’evacuazione: “La data del 7 maggio non è stata casuale, ma studiata, ponderata e condivisa da tutti gli enti interessati dall’operazione – si legge -. Le attività preparatorie necessarie agli artificieri dell’Esercito italiano per la bonifica termineranno non prima del 22 aprile”.

Tiziana Mancinelli

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