Le strutture Asl fanno rete

Le strutture Asl fanno rete

In arrivo un sistema di coordinamento tra le strutture sanitarie della provincia di Viterbo, che ha l’obiettivo di rendere più razionale la loro azione nella presa in carico e poi nella gestione dei pazienti.

Tre nuove Centrali operative territoriali (Cot) saranno attive dalla settimana prossima, coordinate dalla Asl del capoluogo: quella del Distretto A, presso l’ospedale di Tarquinia, del Distretto C, presso l’ospedale di Civita Castellana, e del Distretto B, presso l’ospedale di Belcolle, dove sarà in funzione anche la Centrale operativa territoriale aziendale, già attiva dal 2020 e che rappresenta a oggi una realtà già consolidata e riconosciuta per la Asl di Viterbo.

Le Asl fanno rete

Il nuovo sistema di gestione è stato illustrato ieri dal commissario della Asl, Egisto Bianconi, e dalla responsabile della Centrale operativa territoriale aziendale, Silvia Storri, alla Cittadella della salute.
L’avvio del sistema delle Cot presso la Asl di Viterbo è stato reso possibile grazie a un finanziamento Pnrr, di circa un milione e 100 mila euro, che ha consentito l’esecuzione dei lavori necessari di ristrutturazione e di riqualificazione degli spazi individuati presso le strutture aziendali, l’acquisto dei device, imprescindibili per il funzionamento delle centrali, e un significativo investimento in termini di interconnessione.

Il sistema

I cittadini continueranno a usare i Punti unici di accesso. Il sistema è diretto piuttosto ai professionisti sanitari della rete dei servizi aziendali e interaziendali, convenzionati (medici di medicina generale e pediatri di libera scelta) e delle strutture accreditate, intervenendo in particolar modo nella gestione dei processi di transizione.

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Operatività 7 giorni su 7

Il sistema garantisce l’operatività 7 giorni su 7, ed è dotato di adeguate infrastrutture tecnologiche e informatiche per assicurare la condivisione delle informazioni utili in tempo reale e permettere l’utilizzo dei sistemi di teleassistenza e telemedicina. Il servizio si rivolge a tutti gli assistiti del territorio di riferimento, sia che abbiano bisogni clinico assistenziali e sociali complessi (non autosufficienti e cronici ad alta complessità), sia che siano destinatari di azioni di prevenzione e promozione della salute.

Bianconi: “Modello organizzativo innovativo”

“Il sistema delle Centrali operative territoriali – ha detto Bianconi – nasce come elemento cardine dell’organizzazione territoriale. La Centrale operativa territoriale è definita, infatti, come un modello organizzativo innovativo, di livello distrettuale, che svolge una funzione di coordinamento della presa in carico della persona e raccordo tra servizi e professionisti coinvolti nei diversi ambiti assistenziali: area territoriale, area ospedaliera, area della prevenzione e rete dell’emergenza”.

Superare un’organizzazione aziendale “fatta per compartimenti stagni”

In altri termini, l’intento è di superare un’organizzazione aziendale “fatta per compartimenti stagni, che spesso non comunicano tra loro. Noi cerchiamo di implementare un sistema di comunicazione per orientare l’azienda a favore degli assistiti”.

Andrea Tognotti

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