Perazzoni (Cisas): “Troppi suicidi, bisogna indagare”

Perazzoni (Cisas): “Troppi suicidi, bisogna indagare”

Perazzoni (Cisas): “Troppi suicidi, bisogna indagare”. Venerdì pomeriggio in via Garbini, a Viterbo, un uomo sulla cinquantina, senza lavoro e in preda alla disperazione, ha minacciato di buttarsi dal balcone. Solo l’intervento dei carabinieri ha impedito che il disoccupato desse seguito al suo proposito.

Il segretario del Cisas interroga le autorità sanitarie regionali e locali sul funzionamento del Dsm

Martedì scorso a Civita Castellana, in località Fontanelle, a fermare un un sessantenne, F. F., non c’era nessuno: l’uomo si è impiccato. Aveva perso il padre pochi mesi fa e soffriva di depressione. Si tratta solo degli ultimi due casi di una lunga scia di suicidi, attuati o solo tentati, nella Tuscia. Molti di queste persone che si sono tolte la vita, o hanno tentato di farlo, erano seguiti dai servizi psichiatrici, come il sessantenne civitonico. Ce n’è abbastanza per indurre il segretario provinciale del sindacato Cisas, Mario Perazzoni, a interrogarsi e a interrogare le autorità sanitarie regionali e locali se il Dsm in provincia di Viterbo funzioni come dovrebbe.

“Troppi suicidi, bisogna indagare”

“Non mi sogno di dire che l’uomo che si è tolto la vita a Civita Castellana non fosse seguito adeguatamente, non ho elementi per sostenerlo – dice Perazzoni -. Mi limito a notare che nel nostro distretto C da anni, dal caso di Gabriella Ferri, anche lei in cura presso il servizio di salute mentale, registriamo un elevato numero di suicidi”. A Civita Castellana di sicuro c’è anche il fattore ponte. Nel senso del ponte Clementino, un luogo che sembra esercitare una grande attrazione in tutti coloro, anche dei paesi vicini, che intendono mettere fine alla propria sofferenza. Ma tant’è. Che il Dsm non funzioni benissimo, Perazzoni, che prima di andare in pensione, ha lavorato all’interno del distretto di Civita Castellana, lo sostiene da tempo.

I numeri

Il sindacalista dà innanzitutto un po’ di numeri. Il distretto A (Tarquinia e Montefiascone) ha 841 pazienti psichiatrici seguiti e 44 operatori su un totale di 99 mila abitanti, il distretto B (Viterbo) 683 pazienti e 32 operatori su una popolazione complessiva di 97 mila abitanti, il distretto C (Civita Castellana e Vetralla) 1347 pazienti e 40 operatori su un totale di 122 mila abitanti. E’ proprio nel distretto C che si concentrano le contestazioni di Perazzoni, che segnala una serie di anomalie.

Anomalie

“Abbiamo marito medico e moglie coordinatrice nella stessa equipe – spiega Perazzoni -. Abbiamo un dirigente che dovrebbe essere in servizio a Civita Castellana ma che invece timbra a Vetralla. Abbiamo servizi assegnati a una cooperativa dove lavora la moglie di un infermiere che controlla quegli stessi servizi, con evidente problema di compatibilità. Abbiamo un’infermiera in servizio a Civita Castellana che il lunedì e il mercoledì viene mandata in trasferta a Vetralla, con rimborso della benzina, invece di essere messa direttamente in servizio a Vetralla”.

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