Termalismo, parla Belli: “La cappa è stata tolta, adesso si volta pagina”

Termalismo, parla Belli: “La cappa è stata tolta, adesso si volta pagina”

Termalismo, parla Belli: “La cappa è stata tolta, adesso si volta pagina”. “Qualcuno ancora si sente l’imperatore, il faraone del termalismo, quando l’ultimo è morto duemila anni fa. Le cose devono cambiare. Il mondo è cambiato”. A parlare è Fabio Belli, titolare dello stabilimento Tuscia Terme, che ha aperto i battenti sabato scorso dopo un percorso durato ventuno anni.

Belli ripercorre l’accidentato iter (21 anni) per ottenere le autorizzazioni

Un cammino lunghissimo: “Abbiamo presentato il progetto il 5 agosto 2002. Abbiamo incontrato tantissime difficoltà nei passaggi amministrativi, abbiamo avuto ricorsi, ma abbiamo sempre creduto nel progetto, abbiamo lavorato e finalmente abbiamo aperto”, dice Belli. Il parco è composto da cinque vasche con temperatura differenziata grazie a un sistema particolare di pompe per un totale di circa mille metri quadrati di acqua.

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“Stiamo cercando una collaborazione con la Sovrintendenza”

Ma non finisce qui. “Questo è solo un inizio – continua il titolare della Freetime -. Stiamo cercando una collaborazione con la Sovrintendenza, perché abbiamo una grossa parte archeologica, alcune vecchie terme romane enormi, che abbiamo intenzione di sistemare e ristrutturare. Vogliamo anche aumentare la parte dei servizi. Abbiamo ancora da sviluppare volumetrie importanti, vogliamo espanderci. Ci vorranno degli anni ma sul tempo non diciamo niente”.

“Adesso si volta pagina”

“La volontà c’è”, sottolinea Belli, che si guarda alle spalle e ricorda: “È stato un percorso difficilissimo, abbiamo avuto tantissimi ricorsi al Tar, al Consiglio di Stato, addirittura al presidente della Repubblica. Abbiamo subito molti esposti, sopralluoghi dall’ufficio tecnico del Comune. Sembrava stessimo distruggendo il territorio, e invece proprio in questo punto dove sorgono le vasche c’era una cava. Abbiamo utilizzato in gran parte le cavità naturali già esistenti. Abbiamo sistemato, senza fare alcun danno. Gran parte dei ricorsi che sono andati a sentenza ci hanno dato sempre ragione. Siamo fiduciosi che anche per i restanti sarà così”.

Tiziana Mancinelli

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