“Un tempio civico per atei e agnostici”, la richiesta dell’Arci arriva in Comune

“Un tempio civico per atei e agnostici”, la richiesta dell’Arci arriva in Comune

Nella città dei papi può apparire una provocazione, ma al Consiglio comunale verrà recapitata una petizione che mira a istituire uno spazio pubblico aconfessionale: un tempio laico. A proporlo è il circolo Arci Il Cosmonauta, il quale sostiene che in uno spazio così concepito, peraltro presente in altri capoluoghi d’Italia, si potrebbero svolgere riti funebri e cerimonie laiche, al di là di qualsiasi credo religioso.

Mattioli: “Manca un luogo dove laici e non credenti possano celebrare riti funebri e cerimonie laiche”

“A Viterbo, a differenza di altre città italiane, manca un luogo dove laici e non credenti possano celebrare riti funebri e cerimonie laiche”, spiega Francesco Mattioli, promotore dell’iniziativa, secondo il quale si tratta di “un’esigenza sempre più sentita in una società sempre più multiculturale e multireligiosa”. Dunque l’Arci intende “colmare questa lacuna e dare a tutti i cittadini la possibilità di vivere momenti significativi della propria vita in un contesto pubblico e adeguato”.

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“Luogo di incontro e confronto per persone di diverse culture e fedi”

Il tempio civico, spiega in una nota l’associazione, “si configurerebbe come un luogo di incontro e confronto per persone di diverse culture e fedi, favorendo la reciproca comprensione e il rispetto delle diversità”. Non un luogo di culto, bensì – chiarisce Mattioli – “uno spazio aperto a tutti per la riflessione personale e la meditazione, un luogo di pace e raccoglimento, al di fuori di specifici contesti religiosi”. L’Arci cita i dati Istat secondo i quali in Italia il 13,4% della popolazione è atea o agnostica, e sostiene che “a Viterbo la percentuale è probabilmente più alta, considerando la multiculturalità della città. È possibile, quindi – si legge nella petizione – stimare che i cittadini atei o agnostici a Viterbo siano diverse migliaia”.

Andrea Tognotti

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