Mancini, lo 007 sconfitto da una prof

Mancini, lo 007 sconfitto da una prof

“Con Renzi ci siamo solo scambiati gli auguri di Natale. In tutto siamo rimasti insieme per 13 minuti”.

La vicenda

Tredici minuti che gli sono costati la direzione di un dipartimento e lo hanno obbligato alla pensione. Così Marco Mancini, 007 ora scrittore, ha raccontato quanto accaduto in un’area di sosta sull’autostrada il 23 dicembre 2020. Lo ha raccontato a Vasanello, nell’ambito della presentazione del libro Le Regole del Gioco (Rizzoli), che hanno aperto, con grande successo di pubblico, la terza edizione di Dark side, il format ideato dall’assessore alla cultura Dominga Martines insieme all’associazione Dark Side Storie e Segreti D’Italia.

L’ex 007 ha presentato il suo libro a Vasanello

“Mi sembra incredibile che con tutte le polemiche che ci sono state io non sia mai stato interrogato da nessuno su questa vicenda”, ha detto Mancini parlando, a margine della presentazione del su libro, della vicenda in parte viterbese, visto il video del suo incontro con Renzi venne girato da una professoressa viterbese che poi lo consegnò a Report, facendolo diventare un caso nazionale e mettendo la parola fine al lavoro di 007 di Mancini.

LEGGI ANCHE Tarquinia, arriva Osho con il suo ultimo libro

“A 21 anni giravo con 3 pistole addosso”

Nel libro l’ex agente segreto, oggi 63enne, ripercorre la sua vita professionale, iniziata con la raccomandazione di un parroco che lo fece entrare al Sismi e proseguita con missioni nell’Italia degli anni di piombo o nell’Iraq delle brigate jihadiste. “A 21 anni – ha raccontato – giravo con tre pistole addosso. Non perché fossi fanatico, ma perché ogni situazione richiedeva l’arma adatta, per evitare di ferire innocenti in caso di sparatorie”.

B.M.

ARTICOLO COMPLETO SUL CORRIERE DI VITERBO DEL 12 MARZO – EDICOLA DIGITALE