Turismo, niente incrementi rispetto al 2023, nella Tuscia arrivati soprattutto italiani

Turismo, niente incrementi rispetto al 2023, nella Tuscia arrivati soprattutto italiani

Chi aveva scommesso sul boom turistico per Pasqua ha perso. Le presenze, spiega Confesercenti, sono state in linea con quelle della Pasqua 2023. L’osservatorio turistico di Confesercenti, come fa sempre nei periodi delle festività natalizie e di Pasqua, ha condotto l’indagine fra i propri associati intervistando direttamente le aziende del territorio divise in settori (alberghiero ed extra-alberghiero).

L’indagine di Assoturismo

I dati raccolti sono in parte in linea con l’indagine condotta da Assoturismo (Centro studi turistici di Firenze) sempre con le dovute differenziazioni fra chi sceglie le località costiere, termali, i laghi, la campagna, la città di Viterbo, le piccole città d’arte e i borghi ormai diventati più blasonati e soprattutto che hanno ricevuto premi e riconoscimenti. Insomma, prenotazioni e successivi arrivi non hanno subito incrementi rispetto alle festività pasquali dello scorso anno. Anche in questa ultima Pasqua è stata predominante la componente italiana poiché gli stranieri hanno scelto le grandi città d’arte e i laghi, ma soprattutto del Nord.

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Turismo, niente incrementi rispetto al 2023

Non sono mancati gli stranieri, ma erano una minima parte. I più sono stati di passaggio, in particolare lungo il tragitto della Via Francigena. “Non si possono fare paragoni con gli anni precedenti – spiega Confesercenti – poiché la Pasqua bassa condiziona le presenze soprattutto dei turisti individuali. Da sottolineare invece che il turismo organizzato di gruppi si muove indipendentemente dalla data ricorrente per il periodo pasquale perché i gruppi hanno ripreso rispetto al periodo pre pandemia compensando la domanda interna”.

Discorso a parte per le strutture plein air che con la Pasqua bassa non hanno aperto, visto che si trattava di un solo fine settimana. Per la ripresa di queste attività bisognerà aspettare la Pentecoste e il mese di giugno. Nella città di Viterbo le prenotazioni e le successive presenze si sono attestate intorno all’80%, anche se fino all’ultimo momento gli operatori hanno sperato nel last minute per tirare le somme.

Nella Tuscia arrivati soprattutto italiani

Chi ha scelto di trascorrere la Pasqua a Viterbo ha pernottato una sola notte, restando in città due giorni in media. Diverso, invece, il discorso per le terme che hanno registrato performance migliori.
Per quanto concerne la provenienza dei turisti, molti quelli del Lazio e a seguire Campania, Abruzzo, Toscana e Calabria. Nella zona del lago di Bolsena e del mare la permanenza media si è attestata intorno a 2,5 giorni. Un po’ meglio gli agriturismi grazie anche alla Via Francigena. Molto apprezzate le strutture che hanno offerto degustazioni e piatti della tradizione locale.

B.M.

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