Giubileo, la Tuscia ha anche un suo logo

Giubileo, la Tuscia ha anche un suo logo

Lavori in corso per il Giubileo. Comune, Provincia e diocesi si incontrano a Palazzo dei Priori e abbozzano i criteri per un lavoro comune, cercando di proporre – parole della sindaca Chiara Frontini – una “narrazione condivisa” in vista dell’evento.

La Tuscia ha un suo logo per il Giubileo

Una “sinergia d’intenti”, per usare l’espressione della consigliera delegata Alessandra Croci. Intanto è stato svelato il logo che useranno i paesi della Tuscia (su quello generale c’è il copyright esclusivo della Chiesa), il bordone del pellegrino – realizzato in due esemplari dall’artista Alessio Gismondi, sarà benedetto la notte di Natale – e il timbro identificativo che verrà apposto sulla credenziale del pellegrino. L’incaricato diocesano per il Giubileo, don Giuseppe Castagnini, parla di un “apporto spirituale” chiesto dall’amministrazione e concesso, che non pregiudica “il nostro percorso in linea con il dicastero di Roma”.

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Croci: “Il territorio della Tuscia deve essere riconoscibile”

Siccome però i percorsi spirituali non sono disgiunti da quelli fisici che percorreranno i pellegrini, c’è da mettere in cantiere i lavori per agevolarli: “Il Comune – ha detto Croci – sta preparando iniziative per la valorizzazione del tracciato, che deve essere sicuro e ben segnalato: il territorio della Tuscia deve essere riconoscibile”. E le iniziative, ha chiarito Frontini, “si inseriscono nella strategia di valorizzazione del territorio”. La stessa Provincia, come ha assicurato il suo presidente Alessandro Romoli, non si sottrae: “Le amministrazioni locali – ha sostenuto – hanno il diritto di intervenire sugli investimenti rispetto all’amministrazione sovraordinata”.

Romoli: “Si tratta di un’opportunità storica”

Quindi “dobbiamo mettere in piedi in percorso virtuoso che, non prescindendo da finanziamenti regionali o nazionali, destini anche risorse provinciali”. Infatti a suo giudizio “l’importanza dei cammini non riguarda solo l’anno giubilare ma sono percorsi per un turismo religioso di più lungo periodo. Si tratta di un’opportunità storica, cominciamo a lavorare con la testa e anche con qualche risorsa”.

Andrea Tognotti

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