Frontini in trincea con i fedelissimi

Frontini in trincea con i fedelissimi

Mentre dall’esterno prosegue l’assalto, Chiara Frontini cerca di compattare l’amministrazione comunale e tenta di schermare gli attacchi. Dallo scoppio del caso Bruzziches, con le ormai note registrazioni audio di Fabio Cavini rese pubbliche dal consigliere comunale, la maggioranza ha risposto chiaramente.

La sindaca ha organizzato una riunione con i suoi

Chi più e chi meno, assessori e consiglieri sembrano essersi schierati (almeno ufficialmente) in difesa della sindaca. Quest’ultima, appena scoppiato il caos, mercoledì ha organizzato una riunione con i suoi per parlare non solo degli audio ma anche di altre questioni, come ad esempio le imminenti elezioni provinciali in programma domani. All’adunata erano presenti quasi tutti gli esponenti dell’amministrazione, escluso chi aveva degli appuntamenti istituzionali o chi era fuori città per motivi personali.

Frontini in trincea con i fedelissimi

Nel corso della riunione, svoltasi quando la botta subita era ancora calda, cioè a poche ore dalla divulgazione delle registrazioni, Frontini ha spiegato ai presenti le sue ragioni, cosa fatta anche in separata sede con gli assessori a lei più vicini e con il capogruppo di Viterbo 2020 Giancarlo Martinengo. La versione della sindaca è stata accettata dalla maggioranza, difatti nessun consigliere ha mostrato perplessità anche nelle dichiarazioni rese alla stampa nelle ore successive. Il beneficio del dubbio, forse, oppure la cieca convinzione che quelle frasi, secondo alcuni riconducibili a delle minacce, altro non fossero che delle millanterie.

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La riunione di mercoledì è servita a serrare le fila

La differenza di vedute, semmai, sta nell’operato di Bruzziches, giudicato in maniera contrastante all’interno della galassia frontiniana. C’è chi pensa che registrare quelle affermazioni sia stato un atto ai limiti della vigliaccheria, mentre i più cauti invitano ad aspettare che sia la magistratura a giudicarne la sostanza. Di certo, tutti ora ci tengono a dire di non essere mai stati minacciati, né da Cavini né tantomeno da Frontini. E ci mancherebbe altro, verrebbe da dire, dato che sarebbe surreale il contrario. La riunione di mercoledì, fondamentalmente, è servita a serrare le fila e guardarsi nuovamente tutti negli occhi per ritrovare unità d’intenti e convinzione verso quel che dovrebbe essere il futuro del Comune a guida Viterbo 2020.

Mattia Ugolini

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