Romoli di fronte a un bivio

Romoli di fronte a un bivio

Neanche il tempo di festeggiare l’esito delle elezioni provinciali che Fratelli d’Italia è già al lavoro per chiedere ad Alessandro Romoli di formare una maggioranza di centrodestra a Palazzo Gentili. Il risultato ottenuto dai meloniani, che hanno eletto 4 consiglieri, mette infatti l’attuale presidente della Provincia di fronte a un bivio: o con Fratelli d’Italia o col Pd.

Romoli di fronte a un bivio

Una decisione complicata per Romoli. Da una parte, l’ennesimo smacco agli alleati di centrodestra potrebbe avere effetti dirompenti all’interno della coalizione in vista delle amministrative di giugno. Dall’altra, dare il benservito ai dem, con cui ha governato Palazzo Gentili per oltre due anni, prima da vicepresidente sotto la reggenza Nocchi e poi da presidente, non è una scelta semplice.

I numeri ci sono

Già dopo le 13 di ieri – quando dai risultati ufficiosi si cominciava ad intravedere la possibilità di una maggioranza FdI-Forza Italia alla guida della nuova amministrazione – ci sono stati i primi contatti tra lo stato maggiore meloniano e quello di Romoli. Del resto, i numeri ci sono: Profili, Zelli, Zacchini e Campana assieme ai due forzisti Ciarlanti e Nicolai possono benissimo governare da soli. E ci sono pure i presupposti di carattere personale, visto che lo scenario temuto da Romoli, ossia quello di un ingresso in Provincia della Lista Rocca, seppur per pochissimo, non si è concretizzato.

“Tra qualche giorno si decideranno le sorti della Provincia”

“Entro pochi giorni – fanno sapere al Corriere fonti vicine alla presidenza – si deciderà quali saranno le sorti della Provincia”. Sebbene Romoli abbia abituato ai colpi di scena, stavolta tutto sembra già apparecchiato per il ritorno di FdI nella stanza dei bottoni di Palazzo Gentili. Il tutto ai danni del Pd che, fino allo spoglio dei cinque grandi Comuni, aveva cullato la speranza di arrivare alle consultazioni con Romoli da una posizione di forza. Sogno sfumato quando FdI ha cominciato la rimonta, arrivando a pareggiare i conti pur essendo stato addirittura doppiata nei Comuni fino a 3mila abitanti.

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“Non ci sono alternative ad un governo di centrodestra”, avevano detto i meloniani alla vigilia del voto. Ora l’alternativa c’è, ma un nuovo campo trasversale FI-Pd-Frontini, per quanto largo numericamente (8 consiglieri), metterebbe a serio rischio non solo l’unità del partito berlusconiano ma la stessa leadership di Romoli, da poco eletto commissario e alle prese con i primi malumori della base, come testimoniato dal caso Stefanucci e dalle sirene che continuano a suonare nell’ala facente capo a Giulio Marini, sempre più lontano dagli azzurri. I dem, dal canto loro, non stanno a guardare, visto che dai piani alti sarebbe stata già avanzata la richiesta di dialogare per capire se sussistono margini per formare un nuovo patto di governo.

Mattia Ugolini

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