“Mio marito è vivo grazie ai medici dell’ospedale di Acquapendente”

“Mio marito è vivo grazie ai medici dell’ospedale di Acquapendente”

“Mio marito è vivo grazie ai medici dell’ospedale di Acquapendente”. Sanità bistrattata, criticata, spesso con l’acqua alla gola a causa della carenza di personale. Tutte problematiche che riguardano i grandi ospedali e ancor più i piccoli, quelli costretti spesso a fare i conti con ipotesi di chiusure, accorpamenti e, quando va bene, ridimensionamenti.

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Oggi Raffaele sta bene

La storia, a lieto fine, del signor Raffaele di Bolsena racconta, al contrario, la buona sanità, fatta di competenze e professionalità. Protagonisti sono i medici dell’ospedale di Acquapendente, al quale Raffaele si è rivolto dopo anni i cure senza successo. Aveva un tumore al quarto stadio e loro, i medici, lo hanno riconosciuto e curato. Oggi Raffaele sta bene, da tempo ha concluso i vari cicli di radio e chemio terapia.

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A raccontare la storia a lieto fine è la moglie, la signora Teresina

“Da molto tempo – spiega la donna – volevo ringraziare i medici che hanno salvato mio marito. La vicenda è iniziata circa 10 anni fa, quando mio marito ha iniziato ad accusare ripetuti e persistenti dolori a una gamba. E’ andato in un ospedale diverse volte, e sempre è tornato a casa senza una diagnosi precisa. Gli facevano un antidolorifico e basta. Ad un certo punto, anche su indicazione del nostro medico di famiglia, preoccupato per il persistere del dolore, ci siamo recati al pronto soccorso dell’ospedale di Acquapendente dove lo hanno curato e salvato”.

B.M.

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