Addio a Maurizio Costanzo, ha reinventato la tv. La carriera

Addio a Maurizio Costanzo, ha reinventato la tv. Addio ad una figura centrale della cultura italiana degli ultimi 50 anni: Maurizio Costanzo è scomparso venerdì 24 febbraio all’età di 84 anni. Giornalista, regista, conduttore televisivo, autore di testi musicali e sceneggiatore, Costanzo è stato in particolare un vero monumento della televisione, uno dei volti più noti e amati del piccolo schermo.
La sua lunghissima carriera era iniziata negli anni Cinquanta nella carta stampata e poi in radio, ma il grande successo era arrivato come ideatore e conduttore di “Bontà loro” e soprattutto del suo celebre salotto, il “Maurizio Costanzo Show”, uno dei programmi più longevi di sempre.

Gli inizi

Costanzo era cresciuto con il sogno di diventare giornalista. Figlio di un impiegato al ministero dei Trasporti e di una casalinga, nato il 28 agosto 1938 a Roma, a 18 anni diventa cronista nel quotidiano romano Paese Sera per poi assumere l’incarico, a soli 22 anni, di caporedattore della redazione romana del settimanale Grazia. Pochi anni più tardi esordisce come autore radiofonico e nel 1966 è coautore del testo della canzone Se telefonando, scritto con Ghigo De Chiara, con musica di Ennio Morricone e portata al successo da Mina.

Autore

Costanzo è anche co-ideatore del personaggio di Giandomenico Fracchia, creato e portato al successo da Paolo Villaggio, attore da lui scoperto nel 1967 in un cabaret di Roma. A partire dalla metà degli anni Settanta è ideatore di numerosi spettacoli televisivi.
Il grande successo arriva nel 1976 con il talk-show “Bontà loro”. Seguiranno “Acquario”, “Grand’Italia”, “Fascination” e “Buona domenica”.

E’ MORTO MAURIZIO COSTANZO

Il Maurizio Costanzo Show

Nell’82 realizza il suo spettacolo televisivo più famoso, celebrato e longevo, il Maurizio Costanzo Show (40 anni di puntate e quasi 55.000 ospiti intervistati), salotto mediatico più importante e influente della televisione italiana dal quale muovono i primi passi tante celebrità: da Vittorio Sgarbi a Nik Novecento, da Valerio Mastandrea a Ricky Memphis. I baffi, l’abito scuro con panciotto e camicia azzurra senza cravatta, erano il look rassicurante e sempre uguale con cui entrava nelle case degli italiani.

Sceneggiatore e regista

Autore di diverse opere teatrali, Costanzo partecipa anche alla sceneggiatura di alcuni film, quattro dei quali diretti da Pupi Avati: “Bordella” (1976), “La casa dalle finestre che ridono” (1976), ’Tutti defunti… tranne i morti” (1977) e “Zeder” (1983). Nel 1977 contribuisce alla stesura della sceneggiatura del film di Ettore Scola “Una giornata particolare”, interpretato dalla coppia Sophia Loren-Marcello Mastroianni. La sceneggiatura era firmata dallo stesso Scola con Maurizio Costanzo e Ruggero Maccari. E il film diventa una pietra miliare della storia del cinema italiano. Costanzo si cimenta, nello stesso 1977, anche nella sua unica regia cinematografica, dirigendo “Melodrammore”, un film di metacinema interpretato da Enrico Montesano nei panni dell’attore Raffaele Calone che, dovendo interpretare un melodramma decide di chiedere consiglio a un divo degli anni Cinquanta ormai ritiratosi: il grande Amedeo Nazzari, che recitò nei panni di se stesso.

Il ritorno alla carta stampata

Nel 1978 passa nuovamente alla carta stampata e comincia la sua collaborazione con la Rizzoli, assumendo la direzione della Domenica del Corriere. L’anno seguente viene incaricato di dirigere il nuovo quotidiano popolare L’Occhio dal quale si dimette nell’81 dopo esser stato coinvolto nello scandalo della Loggia P2: il giornalista figura fra la lista degli iscritti. “Un errore, un grosso errore – lo definì anni dopo in un’intervista al Corriere della Sera – ma gli errori fanno bene e fanno crescere. Non credo a chi dice di non averne mai fatti, che fesseria Però c’è anche chi, di grossi errori, ne fa due o tre. Io uno: e lo ammetto”. Qualche anno dopo il giornalista fonda la società di produzione Fortuna Audiovisivi e, da quel momento in poi si alterna alla conduzione di programmi radiofonici e televisivi.

A SGARBI LA NOTIZIA ARRIVA IN DIRETTA

Contro la mafia

Legato da un rapporto di stima e di amicizia col giudice Giovanni Falcone, ospite alle sue trasmissioni, Costanzo è sempre stato in prima linea nella lotta alla mafia. In seguito all’omicidio di Libero Grassi, appena un mese dopo, realizza con Michele Santoro una maratona Rai-Fininvest contro la mafia. Memorabile la scena in cui Costanzo brucia in diretta una maglietta con scritto “Mafia made in Italy”. Proprio questo suo impegno è considerato la causa dell’attentato che lo prende di mira e dal quale scampa per miracolo: il 14 maggio 1993 una Fiat Uno imbottita di novanta chilogrammi di tritolo esplode a Roma in via Ruggero Fauro mentre transita l’auto con a bordo Costanzo e la moglie Maria De Filippi che restano incolumi.

MESSINA DENARO A ROMA PER UCCIDERE COSTANZO

L’amore per la Roma

Amante del calcio e grande tifoso della Roma, Costanzo nel giugno 2021 aveva accettato il ruolo di advisor della Comunicazione del club capitolino ma a fine febbraio dell’anno dopo si era dimesso lamentando che non veniva tenuto al corrente delle attività societarie. “Resterò per sempre giallorosso”, aveva però assicurato.

COSTANZO E IL LEGAME CON TARQUINIA

I matrimoni

Nella vita privata si è sposato quattro volte: nel 1963 convola a nozze con Lori Sammartini, di quattordici anni più grande di lui, ma dieci anni dopo è già al secondo matrimonio con la giornalista Flaminia Morandi e nello stesso anno nasce Camilla seguita nel 1975 da Saverio. Quattordici anni più tardi sposa la conduttrice televisiva Marta Flavi e infine il 28 agosto 1995 si unisce in matrimonio con l’attuale moglie Maria De Filippi, conosciuta nel 1989 durante un convegno sulla pirateria cinematografica a Venezia. “Dicevo che volevo trovare la donna nella mano della quale morire e l’ho trovata”, aveva detto in una recente intervista.

A. N.

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