Tarquinia, il sindaco Giulivi: “Nesuna revoca dei terreni all’istituto Cardarelli”

Tarquinia, il sindaco Giulivi: “Nesuna revoca dei terreni all’istituto Cardarelli”

“Nessuno toglierà i terreni all’Istituto agrario sino a quando il progetto dell’impianto sportivo che dovrà sorgere in quell’area non diverrà esecutivo”: Parola del sindaco Giulivi in consiglio comunale.

La mozione presentata dalla minoranza sulla mancata proroga della concessione dei terreni all’istituto superiore Cardarelli ha tenuto banco nell’ultimo Consiglio. Presente in sala una folta delegazione di professori guidati dalla dirigente scolastica Laura Piroli ed una rappresentanza di ex studenti con uno striscione con su scritto “La terra è il nostro futuro”.

Andreani (5 Stelle) ha sottolineato come la scuola abbia bisogno di programmazione e che quindi, se non c’è la condizione per prolungare la concessione, c’è la necessità di trovare una soluzione alternativa che dia certezze alla scuola.

La replica di Giulivi: “A fine ottobre abbiamo avuto una riunione in prefettura in cui abbiamo fornito tutte le spiegazioni e le soluzioni. In quell’area è prevista la creazione di un’area sportiva. Chi prima di me ha fatto la delibera di concessione ha stabilito un tempo congruo che ora scade. La soluzione è la concessione alla Provincia dell’area pineta che corre lungo la strada provinciale Porto Clementino. Non vi permetto di fare politica su un tema come la scuola, tutta questa montatura creata ad arte era stata chiarita già da diverse settimane. Non possono essere un problema 5 mila metri quadri”.

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Minoranza un po’ spiazzata, soprattutto dall’incontro in prefettura. Interviene Celli (Pd): “La parola del sindaco ha un valore ma la scuola ha investito su quei terreni. Per l’impianto sportivo non c’è un progetto, non c’è un finanziamento, c’è solo un pezzo di carta. Ci vuole la volontà e la disponibilità di trovare una soluzione reale”.

Andreani chiede di poter far parlare la dirigente scolastica. La dott.ssa Piroli chiede la parola, il Sindaco gliela nega. Si va a votazione. Il consigliere Micozzi esce; il consigliere di maggioranza Lodi, il cui figlio è rappresentante d’istituto, vota a favore del testo emendato che però non passa.