Piazza della Trinità, raccolte 150 firme contro l’arrivo dei dissuasori di sosta

Piazza della Trinità, raccolte 150 firme contro l’arrivo dei dissuasori di sosta

Piazza della Trinità, raccolte 150 firme contro l’arrivo dei dissuasori di sosta. “No ai dissuasori del traffico in piazza della Trinità”. La richiesta, supportata da oltre 150 firme, sarà fatta pervenire a inizio settimana alla sindaca Chiara Frontini.

Piazza della Trinità, riecco la giungla

Un comitato spontaneo di cittadini le recapiterà alla sindaca Frontini

Mittente: il comitato spontaneo dei cittadini, molti dei quali residenti a San Faustino, il quartiere che si sente più penalizzato dall’arrivo alla Trinità delle sedute che ne pedonalizzeranno – come da progetto – definitivamente lo spazio, mettendo la parola fine alla possibilità di sosta.

Ennesima rissa nel quartiere San Faustino

Raccolte 150 firme contro l’arrivo dei dissuasori di sosta

Dopo l’annuncio, la settimana scorsa, dell’ultima parte dei lavori da parte dell’assessore all’urbanistica Emanuele Aronne – lavori che andranno a chiudere una riqualificazione nella quale Palazzo dei Priori ha investito una cifra vicina a 150 mila euro e che ha in una prima fase interessato la pavimentazioni in via Santa Maria Liberatrice e in piazza San Faustino – all’interno del quartiere si era subito aperto un dibattito sulla questione, trasformato in breve tempo in una raccolta firme che, in appena una settimana, ha messo insieme un nutrito gruppo di scontenti.

“Misure inefficaci a San Faustino”

“Va ascoltato anche chi vive giornalmente una continua lotta per avere quello spazio di parcheggio che dovrebbe, almeno per i residenti, essere più garantito”

“Pur capendo l’importanza e la volontà dell’amministrazione di valorizzare il quartiere e le sue peculiarità – spiegano dal comitato – crediamo che allo stesso tempo vada ascoltato anche chi vive giornalmente una continua lotta per avere quello spazio di parcheggio che dovrebbe, almeno per i residenti, essere più garantito”.

Una vera roulette russa quella del parcheggio, stando alle voci di chi abita nel quartiere, alla quale ormai vanno sistematicamente incontro molti di coloro che orbitano nella zona, costretti il più delle volte a parcheggiare l’auto a lunghe distanze da casa o, in alternativa, a mettere mano al portafoglio, per non rischiare di trovare un verbale sul parabrezza.

Tommaso Zei

ARTICOLO COMPLETO SUL CORRIERE DI VITERBO DEL 24 MARZO – EDICOLA DIGITALE