Viterbo, i prezzi non sono aumentati ma il consumo di dolci è sceso

Viterbo, i prezzi non sono aumentati ma il consumo di dolci è sceso

Viterbo, i prezzi non sono aumentati ma il consumo di dolci è sceso. La Pasqua bassa e l’incertezza economica hanno inciso sul mercato dei prodotti tipici, in particolare quelli della tradizione del comparto dolciario. La Tuscia, per quanto attiene i consumi, in ciò si è mostrata in linea con il trend nazionale. Ovvero, i viterbesi hanno scelto la qualità e i prodotti artigianali, pur acquistando di meno. “Nella Tuscia queste produzioni sono caratterizzate dalla biodiversità agroalimentare territoriale, da un’elevata vocazione artigianale, metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura consolidate nel tempo – spiega il segretario di Confartigianato, Andrea De Simone -. In questo quadro congiunturale particolare, gravato anche dall’enorme difficoltà di reperimento di personale qualificato in forni e pasticcerie, nonostante abbiamo assistito ad una lieve contrazione dei consumi, i prezzi degli alimenti pasquali sono rimasti sostanzialmente stabili”. Non solo. Un altro dato emerso è la scelta dei consumatori di acquistare prodotti artigianali, dalle uova di cioccolato alle colombe, fino alla pizza di Pasqua, regina della tradizione locale: varianti gustose e versioni classiche quelle offerte a Viterbo dal panificio Biscetti Guido, dall’Antico panificio di Pianoscarano, dal Borgo di Bagnaia e dalle pasticcerie Casantini, Polozzi e Lombardelli, ma anche dal Caffè Roma di Soriano nel Cimino, dalla pasticceria Natili di Civita Castellana, così come dalla pasticceria Millevoglie di Valentano e dall’Angolo del dolce di Vignanello.

PRODOTTI DI QUALITA’

“E’ cresciuta la ricerca dei prodotti di qualità fatti a mano, che nelle tantissime attività socie di Confartigianato nel capoluogo e in ogni angolo della provincia vengono declinati con gusti e tipologie diversificate, anche personalizzate – conclude De Simone -. Prodotti che possono essere acquistati e promossi anche come souvenir della Tuscia, visto che in alcuni casi sono stati decorati con immagini di luoghi simbolo del nostro territorio”. In Italia i consumi tipici del periodo pasquale hanno interessato oltre 54 mila pasticcerie e imprese del settore dolciario. Di queste, oltre 38 mila sono quelle artigiane, che rappresentano il 71% delle aziende totali del settore.

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